Una casa passiva in cartongesso

Ero ancora “nell’incubatrice” delle superiori, quei piccoli accenni di storia dell’architettura, una data un luogo e una piccola descrizione di caratteristica del sistema costruttivo dell’epoca. Oggi posso affermare con estrema certezza che bisognava approfondire la tematica. Il tempo a modificato radicalmente quei sistemi costruttivi e forse non abbiamo imparato abbastanza dalla storia. Ora da professionista sono consapevole che approfondire tutte le tematiche avrebbe fatto durare le superiori qualche anno in più; è per questo che professionisti e imprese edili devono seguire continuamente un percorso di formazione.

Tornando al nostro tema principale, ricordo quel primo capitolo delle palafitte e dei sistemi costruttivi di un tempo. In particolare il sistema costruttivo identificato con il nome di sistema struttura e rivestimento. All’epoca, circa del 15 esimo secolo, si può osservare l’inizio del sistema struttura e rivestimento. Tra i tanti esempi che hanno segnato la storia e che forse mi hanno colpito particolarmente possiamo trovare: le case norvegesi le italianate di San Fracisco, classiche case a telaio (fachwerk) o se andiamo in Giappone i palazzi reali, penso al castello Njio a Kyoto.

Nel tempo le imprese edili si sono evolute usando o modificando questi sistemi costruttivi, rimanendo in tema, il sistema struttura e rivestimento si è evoluto e tranquillamente possiamo trovare anche una casa passiva in cartongesso con una struttura portante ma che segue il principio del fachwerk.

La casa passiva in cartongesso e la struttura

Se vogliamo possiamo identificare il sistema fachwerk come un sistema simile alle “matrioska”, quelle simapiche bambole in legno tipiche della tradizione Russa, una bambola dentro l’altra. Il sistema costruttivo è molto semplice, abbiamo una struttura portante che può essere di legno, calcestruzzo o anche acciaio e una tamponatura a secco.

Le imprese edili e i professionisti lo sanno molto bene, nella tamponatura a secco si cela il vero segreto delle case passive in cartongesso. In questo particolare costruttivo troviamo tutto il fascino di una struttura a secco, la qualità e l’estetica. Negli esempi del passato troviamo una struttura di tavole che definiva la parete esterna / interna, oggi troviamo il cartongesso che definisce la parete, magari rivestita da un isolamento a cappotto di varia natura verso l’esterno e il cartongesso internamente.

All’interno della parete troviamo il cuore pulsante; troviamo uno spazio per l’inserimento dell’isolamento termico e acustico, qui i materiali possono essere, e consiglio, la loro stratificazione per raggiungere un confort termico e acustico ottimale, e una zona adibita all’impianto elettrico e idraulico.

Come forse avete già intuito in un cantiere che si utilizza un sistema struttura e rivestimento non sono presenti i classici mattoni, i rifiuti sono ridotti al minimo e la posa e  risulta molto più semplice.

Una casa con telaio in calcestruzzo

Principalmente un sistema struttura e rivestimento varia dalla tipologia di telaio strutturale che adottiamo, per il resto cioé la struttura di tamponamento in cartongesso è pressoché identica, cambiano alcune piccole accortezze.

La struttura portante della casa in calcestruzzo forse è quella più amata dalle imprese edili e forse anche quella più sviluppata. Tra i vari pilastri una struttura metallica a “C” posti ogni 30 cm dove al suo interno vengono posti un’isolamento in fibra e il tutto può essere completato con un cappotto esterno per correggere i ponti termici delle colonne in calcestruzzo. Una casa passiva in cartongesso con struttura portante in calcestruzzo rappresenta l’evoluzione e racchiude una gran parte della storia dell’architettura a mio dire.

Una casa con telaio in legno

Una casa con telaio portante in legno rappresenta una casa ecosostenibile e possiamo anche trovarlo nel ramo della bioedilizia. Questo sistema è molto interessante e per quanto lo considero semplice ha bisogno di un’impresa edile e di operatori particolarmente attenti. Dobbiamo ricordarci che il legno è un materiale particolarmente deteriorabile. Con questo tipo di struttura abbiamo due sistemi costruttivi o a telaio, colonne in legno o il classico sistema X-lam pareti intere in legno. Mentre il sistema con colonne in legno non è obbligatorio il cappotto esterno ben diverso è per la struttura in x-lam dove il cappotto esterno è consigliabile a salvaguardia del legno strutturale.

Mi piace pensare che in questo caso possiamo realizzare una casa passiva in cartongesso molto sostenibile, la struttura può essere facilmente smontata e il materiale smaltito.

Una casa con telaio in acciaio

La struttura portante in acciaio è molto semplice, colonne e travi imbullonate tra loro e il tutto rivestito con il cartongesso, anche in questo caso è consigliabile realizzare un cappotto esterno per eliminare eventuali ponti termici. Molto importante è la barriera al vapore che dobbiamo sempre trovare in tutte e tre le strutture sopra descritte per evitare spiacevoli condense interstiziali.

I vantaggi di una casa passiva in cartongesso

I vantaggi di una struttura e rivestimento ha molti vantaggi; una grande flessibilità dovuta soprattutto all’elevata integrazione che interviene a livello progettuale, il progetto architettonico, quello strutturale e impiantistico vengono difatti sovrapposti contemporaneamente e studiati nel minimo dettaglio. Alla fine in cantiere alle imprese edili arriva un progetto molto dettagliato velocizzando così l’opera.

Inoltre nel corso degli anni è possibile adeguare o modificare la struttura alle esigenze della famiglia come ad esempio un’ evoluzione impiantistica o nuovi divisori, effettuando un opera d’intervento semplice e poco onerosa.

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